#scelta

L’AIFA lo ha ribadito con chiarezza: la scelta del trattamento con un farmaco biologico di riferimento o con un biosimilare rimane una decisione affidata al medico specialista prescrittore, “unico in grado di valutare sulla base della singola situazione clinica e delle informazioni sul farmaco”.

Un recente position paper congiunto di Società Italiana di Reumatologia (SIR), Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) e Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (IG-IBD) ha sottolineato che va lasciata alla responsabilità del clinico anche la scelta di operare uno switch da originator a biosimilare. Nessun altro operatore sanitario dovrebbe poter modificare la prescrizione del clinico o imporre l’utilizzo di biosimilari. Eppure la tentazione da parte dei decisori politici di scavalcare, ridimensionare o sottovalutare il ruolo del medico è stata ed è purtroppo spesso presente.

Quanto importante è il valore della libertà prescrittiva per uno specialista, soprattutto in un tipo di rapporto medico-paziente complesso come quello con pazienti cronici trattati con farmaci biologici o biosimilari? Abbiamo interpellato su questo aspetto Giampiero Girolomoni, Direttore dell’Unità Operativa di Clinica Dermatologica dell’AOUI di Verona.▼

Allo stato attuale non è consentito che il farmacista possa liberamente decidere di sostituire il farmaco originator prescritto con un farmaco biosimilare. D’altra parte, però, alcune Regioni italiane hanno adottato provvedimenti che indirizzano la scelta prescrittiva verso il biosimilare al fine di perseguire specifici obiettivi di risparmi di spesa. In questi casi come deve comportarsi il medico prescrittore? Lo abbiamo chiesto a Stefano Ferracuti, Psichiatra Forense e Professore di Psicologia Clinica e Psichiatria presso “Sapienza” – Università di Roma.▼

In un quadro così complesso, è ancora più viva per il medico la necessità di ricevere informazioni tempestive e precise, da fonti attendibili. La letteratura disponibile sul tema dei biosimilari è troppo scarsa.